Da Dublino a Palermo, dal cielo all’inferno…

2 Novembre, 2009 di br4d

Dal cielo...

Fascino e decadenza. Cartoline dal nord al sud dell’Europa. Distese infinite di cielo veloce sopra ai docks di Dublino; scrosci di pioggia e squarci di blu nel cielo annoiato sopra Palermo. Fiera e funzionante indipendenza nazionalistica irlandese; singhiozzante e rapinata indipendenza regionalistica siciliana. Sterminati prati verdi e vittoriani infissi multicolore nella vecchia Dublino. Macerie e rifiuti di nobiltà nella decadente Palermo.

A Dublino il Liffey scorre. Come la vita cittadina negli uffici delle multinazionali e nei pub lungo i canali. C’è ansia per un presente di crisi economica dagli effetti sconosciuti. Ma c’è la certezza di rialzarsi dopo aver raccolto risorse e cervelli metropolitani, pienamente immersi e fusi in un microcosmo dubliner molto distante dal resto del paese. A Palermo non scorrono più neanche i fiumi, sepolti sottoterra dalla storia. Un passato di nobiltà feudale e di dominazioni subite con la classica ignavia e il pedigree cerchiobottista meridionale. E un presente di crisi perpetua, poco sfiorato dalla crisi globale. Da qui i cervelli e le risorse sono scappati, attraversando lo Stretto in cerca di fortune e destini meritocratici.

...all'inferno

A Dublino la vita pulsa a Temple Bar, luogo d’incontro e di scambio, di socializzazione da rimorchio e di pinte al cielo. Tra un ubriaco che canta alla luna e una ragazza che ti sorride languida e sfacciata. A Palermo la vita pulsa a Ballarò e alla Vucciria, sui banchi dei mercati ricolmi di pesce e di umanità varia. Tra un allegro venditore che ti incarta il panino ca meusa e le occhiate torve e sospettose degli indigeni al bar.

La sensazione è che Dublino si costruisca il proprio destino, brick dopo brick. Un mix di tecnologia e innovazione straniere, di cultura ed energie locali.  Mentre Palermo si abbandona al proprio destino, sommersa dai rifiuti: uno dei suoi principali  principali business. I vecchi palazzi nobiliari, abbandonati e lasciati all’oblio. Le case diroccate come a Beirut dopo i bombardamenti dell’82. Mentre i gatti frugano tra detriti e immondizia. E i bambini sognano di essere Miccoli negli spiazzi tra casermoni e i rifiuti.

Hope…

hope

Fuori i secondi…

26 Ottobre, 2009 di w4lls

cosi lo speaker… rimani solo con il tuo avversario. tu, lui e nessun altro… cervello prima di tutto, poi il fisico. devi muoverti, colpire, schivare, rimanendo sempre lucido…

non c’e’ spazio per gli imbroglioni. niente doping. niente anabolizzanti. niente cocaina. altrimenti perdi ancor prima dell’esame antidoping… non arrivi a finire il primo round…

… qualcuno ha provato la strada della Tv, qualcun altro e’ entrato nel grande show business… e’ ancora sport povero ma nobile, dove si combatte per portare a casa una pagnotta.

boxing club

Grande Bruno, grande Alessandro!!! Fiore all’occhiello di uno sport che trasferisce ai giovani sani principi, di una societa’ sportiva di grande professionalita’, serieta’ e organizzazione… Boxing Club “Mario Solinas” orgoglio di un’intera citta’, Porto Torres.

FERROVIE… da quarto mondo.

21 Ottobre, 2009 di w4lls

FERROVIE: MORETTI,GARE REGIONALI GIA’ AVVIATE IN VARIE REGIONI
Punta a smorzare la polemica l’amministratore delegato delle ferrovie, Mauro Moretti, sulla scelta delle gare per affidare i collegamenti ferroviari regionali. E lo fa a margine dell’inaugurazione di un pezzo del passante ferroviario a Torino, la galleria tra le stazioni di Porta Susa e Stura, sulla linea Torino-MIlano. “Non si puo’ far passare la scelta delle gare per l’affidamento del servizio regionale – sottolinea Moretti – come una grande rivoluzione.

————————-
Vado con Pepper a trovare LucaP a Torino. Partiamo il sabato mattina da Milano pieni di entusiasmo. Ci alziamo alle 7 (nonostante sia sabato mattina) ci prepariamo e via con la metro fino alla stazione centrale… pensiamo “chissa’ su quale binario stiamo , speriamo non lo mettano in quelli in fondo (come i 25-28 a termini)”. Scioocchi!!! (direbbe Rainwiz) Treno cancellato, non si sa bene per quale motivo… Decidiamo di non farci abbattere: “sti cazzi, andiamo a fare una bella colazione”… Riusciamo a non farci rovinare la giornata, avvisiamo i nostri amici e partiamo con il treno successivo… Passiamo un bel week il tempo vola e dobbiamo rientrare a Milano [da qui poi io devo andare a Bergamo per prendere l'aereo Ryan per Ciampino].
la partenza da Torino e’ da Porta Susa, dalla nuova stazione (4 binari sotto terra senza stazione per i passeggeri che sara’ pronta solo tra 2 anni, ma come dire tanto li non piove…). E’ la prima volta che prendiamo questo treno. ci rendiamo subito conto che la linea e’ abbastanza frequentata… un addetto trenitalia avvisa i passeggeri piu’ decentrati che il treno si ferma piu avanti e i vagoni li non arrivano e ci consiglia di dirigerci verso la testa del treno… intuisco che qualcosa non va… detto fatto: anziche’ 10 vagoni il treno ne ha solo 4!!!!! (cazzo, di domenica alle 18 con tutti i pendolari?!? impossible is nothing)
Riusciamo a salire sul treno, tutti i passeggeri [quelli che sono riusciti a salire] sono increduli. situazione inverosimile.

treno TO_MI1

facciamo il viaggio in piedi, schiacciati, senza aria condizionata, senza la possibilita’ di aprire i finestrini…. nervosismo, caldo, svenimenti… che ve lo dico a fa… sono riuscito a mala pena a fare due foto che purtroppo non rendono bene l’idea… manca tutto il fattore olfattivo!

treno TO_MI2

Naturalmente viaggi come questi non vengono mai documentati e denunciati… “tanto non ci ascolta nessuno, tanto non serve a niente”

Tutto quello che non e’ Frecciarossa e’ trasporto ferroviario indegno di un paese del quarto mondo! [perche' al terzo stanno gia' meglio di noi]

Trenitaliadimerda. W Ryanair, sempre!

ps: nonostante i 45 minuti di ritardo all’arrivo (partenza puntuale) sono riuscito a prendere l’aereo arrivando al gate di Orio al Serio 7 minuti prima della partenza del volo. Miracolo!
pps: l’AD di Trenitalia non dovrebbe ostentare tutta la sua arroganza ma dedicarsi con maggiore decisione alla ridefinizione dell’intero servizio ferroviario italiano che, in regime di monopolio, e’ tutto nelle sue mani.

Rosemary’s Baby

30 Settembre, 2009 di br4d

Rosemarys-baby

Mi chiamo Roman, sono un regista ebreo. Ho vissuto Auschwitz, ho fatto film meravigliosi ed ho sposato una donna stupenda che Charles Manson mi ha portato via in un’orgia di sangue.

Mi chiamo Roman, ho stuprato una ragazzina di 13 anni dopo averla imbottita di droghe: sì certo ho patteggiato lo stupro, ma non la condanna per atti sessuali con una tredicenne, che forse è peggio di uno stupro. Da sempre latitante ho comunque preferito la mia libertà alle statuette americane.

Mi chiamo Roman e mi fanno schifo tutti questi intellettuali che si indignano con la polizia svizzera per avermi arrestato. Ma non posso dirlo. Dopo trent’anni se hai stuprato una ragazzina resti sempre uno stupratore, tanto più se la galera (quella per i pedofili) non l’hai neanche immaginata.

Mi chiamo Roman, sono un regista di fama mondiale. Ho sposato un’altra donna stupenda e Charles Manson è ancora in galera. Forse dovrei raggiungerlo, il mio posto è là.

Ma vi pare possibile?

stanley

Lo Straniero.

22 Settembre, 2009 di questacasanoneunalbergo

excalibur

In questi giorni di discussioni appassionanti sulla libertà di informazione in Italia mi imbatto casualmente (ci credete? Fossi in voi non lo farei…) in quello che era il sito ufficiale, oramai disattivo, di una trasmissione di approfondimento politico della RAI dal titolo “Excalibur”. Ve la ricordate? No? Eh già…
Cmq guardando in alto a sinistra nel sito si legge un avviso, ormai vetusto, ai telespettatori: “la puntata del 27 novembre 2003 non va in onda per dare spazio alla partita di coppa Uefa Hajduk Spalato Roma”. Vi sembra incedibile? Così è la vita, il pallone può tutto o quasi in Italia. E’ normale, sulla rete pubblica, spostare una trasmissione politica per fare spazio al pallone. Forse qualcuno non se lo ricorderà ma la suddetta trasmissione “Excalibur” fu chiusa dopo una serie di pugnaci puntate, ufficialmente per carenza di ascolti. Ma forse anche a seguito degli strali di un democratico paladino della libertà di opinione alle prime armi da politicante. Ebbene, nonostante un palinsesto ed una programmazione stagionale, “Excalibur” fu interrotto ed eutanasizzato, il suo conduttore promosso (ut amoveatur) alla direzione della scuola di giornalismo della RAI. Ebbene, rileggendo questa storia con occhi di oggi viene da chiedermi come mai (a parte me, il conduttore e pochi altri) nessuna campagna di stampa è stata fatta in nome della libertà di espressione e del divieto di censura. Anzi mi chiedo come mai, all’epoca, taluni giornali hanno chiesto la testa del conduttore, reo di aver osato violare uno spazio settimanale di intrattenimento politico fino ad allora (e ad oggi ancora) riservato in esclusiva ad un altro conduttore, anch’esso riccioluto. Quest’ultimo sì paladino della libertà di informazione, perché convinto, evidentemente, che la migliore alternativa a sé sia se stesso. In RAI come in politica le facce sono sempre le stesse da 20 anni, la seconda Repubblica (televisiva) è ancora di là da morire. E non c’è posto (oggi come ieri) per qualcosa di nuovo.

stanley

p.s. Forza Caterina!