Posts Tagged ‘u.s.a.’

Presidente-cestista: now you must…

5 novembre, 2008

Adesso è dura. Adesso deve cambiare l’America, deve cambiare il mondo. Questo si aspettano i milioni di americani che lo hanno adorato e votato, oltre ai 6 miliardi di abitanti del pianeta che lo hanno guardato fin dall’inizio con curiosità, come un marziano sceso per salvare la terra. Adesso non è più una rockstar osannata negli stadi che lancia slogan perlopiù vuoti di contenuto. È il presidente degli statiunitidamerica. Adesso non è più un ologramma nero a disturbate le menti dei più pervicaci conservatori americani. È un ragazzo 47enne, con un nome strano e un cognome sinistro, che si mette sulle spalle i destini del mondo. Un ragazzo che, mentre si aprono le urne, va a giocare a basket. Un presidente-cestista.

I suoi 47 anni sono in ogni caso uno schiaffo alla gerontocrazia italiana. Uolter fa il ragazzino ma ha sei anni più di Obama. E, particolare non irrilevante, non è riuscito a battere il suo rivale 72enne alle elezioni, coetaneo di McCain. La sua, ha detto Obama, è una vittoria dal basso, arrivata grazie a coloro che l’hanno finanziata anche con 5 dollari. Certo sì, ma per arrivare a 600 mln di dollari ne servono di finanziatori da 5 dollari! Obama ha speso il doppio di McCain in campagna, anche se un forte contributo al successo è venuto effettivamente dai social network e dalla rete in generale. Mai nessuno aveva investito così tanto nella rete. Obama sì. Ed è riuscito a coinvolgere una marea di persone che non era mai andata a votare e forse mai più ci andrà. In un Paese dove la politica è un meraviglioso spettacolo di luce e colore, di coriandoli e folklore in cui immergersi ogni 4 anni per poi dimenticarla.

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Un’elezione planetaria che magari non cambierà un bel niente, nonostante i sogni di Mandela. Perché adesso bisognerà rilanciare un Paese in crisi, perché le guerre vanno fatte per forza, perché l’America è sempre l’America. L’immagine dei dipendenti di Lehman Brothers che escono dagli uffici con gli scatoloni in mano, è sempre lì. In quegli scatoloni portavano la vittoria ad Obama. Economia, ambiente, diseguaglianze sociali interne e globali. Su questo si dovrà concentrare Barack. Per cambiare gli USA, per cambiare il mondo, per entrare nella leggenda. Per non tornare ad essere un 47enne avvocato laureato ad Harvard, più bianco dei bianchi perché nero. Good luck presidente-cestista. Ne avrai bisogno.

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Una finestra sulle nuove generazioni

7 aprile, 2008

In Italia le nuove generazioni vengono descritte da Moccia. Negli States lo fanno da sole, in un modo molto carino. Noi stiamo alla finestra e osserviamo…passeranno anche loro.