Archive for luglio 2007

Tromba sarda in salsa klezmer

27 luglio, 2007

Non avevo mai visto un concerto di musica klezmer. O forse si, tanti anni fa, nell’incantevole Granada. Ma avevo 12 anni e la fanfara l’avevo vista solo al paese durante la festa della Madonna. Lacuna colmata grazie alla presenza romana della Kocani Orkestar, con i sardi Fresu e Salis special guest. Compagnia, come al solito larga con Mukka e HalfCharge, Monique e un W4lls in divisa d’ordinanza con i 4 mori ben visibili sul petto. Non sono avvezzo alle recensioni musicali e quindi non mi cimento nella complicata arte della critica. Però mi sono divertito, tra fiati e kebab, ottoni e papere. Si, le papere di Villa Ada, oasi di ristoro e di frescura in questo luglio bastardo. 

I ritmi tzigani hanno un fascino particolare. Non conosci le note, non conosci le (poche) parole, ma te li senti dentro. E quando questi iniziano a suonare, le tue gambe cominciano inevitabilmente a muoversi. Non puoi farne a meno. Mentre Salis malmena come un forsennato i tasti del piano e della sua immancabile fisa, dall’altro lato del palco i macedoni scaricano i loro aliti pesanti nelle viscere di sax, flicorni, clarini, trombe e altri tubi (anzi tube) vari.

Poi, a un certo punto, tutto si ferma. Scema il ritmo, cala il silenzio e sale il suono struggente e malinconico della tromba di Fresu. Una tromba che canta e ti pervade il  cervello, si fonde dopo un assolo con i ritmi klezmer e ti ricorda che le brass band come la Kocani nascono per rallegrare i matrimoni e per accompagnare i funerali. E per farti capire, forse, che la cultura rom non è rubare alla stazione Centrale di Milano (come qualcuno vuol farci credere). Amen.

Questioni di copyright

24 luglio, 2007

 “Il carcere ti cambia, anche in positivo. Io, per esempio, oltre ad aver modificato il look, in galera ho letto il mio primo libro: “Gomorra” di Roberto Saviano” (Fabrizio Corona)

Vabè dai, l’800 aveva il suo beneamato Silvio Pellico e noi non ci possiamo lamentare, abbiamo quello che ci spetta.

Inoltre il libro uscirà con il titolo “La mia prigione”, mossa elegante in extremis per non correre il rischio di oscurare la memoria dei predecessori.

Che savoir faire…

La strada verso Bisanzio…

19 luglio, 2007

“Me ne andavo l’altra sera, quasi inconsciamente,
giù al porto a Bosphoreion là dove si perde
la terra dentro al mare fino quasi al niente
e poi ritorna terra e non è più occidente:
che importa a questo mare essere azzurro o verde?”

(FG, Bisanzio)

Signori, si riparte. Il lungo cavalcavia dei Santi ci obbligava ad una scelta tempestiva e repentina per ridurre i traumi economici imposti dall’industria della vacanza. Mentre Rainwiz si arrovellava nella difficile scelta tra la Notte Bianca a Roma e Italia-Francia a Milano. Mentre Br4d organizzava la trasferta meneghina per vedere la rivincita della finale mondiale. Mentre Mukka oziava languida in compagnia del portatile sognando i minareti di Hagia Sophia. Mentre accadeva tutto questo la premiata ditta W4lls&Gab lavorava per la truppa e chiudeva l’affaire-Istanbul con celerità degna delle gambe bioniche di Pistorius.

hagia-sophia-01.jpg

La strada verso Bisanzio è ancora lunga. Così come lunga è la storia di questa città, di soli 86 anni più giovane di Roma. Incastonata in uno dei punti più strategici del globo, adagiata sulle rive dell’agitato Bosforo, la linea divisoria più affascinante del continente eurasiatico. Di qua il Mar Nero, di là l’allitterato Mar di Marmara. Sopra gli spifferi bulgari, sotto la nazione turca, di fronte l’odiata Grecia. Tuffarsi  nella storia romano-greca-bizantina, perdersi tra i minareti delle moschee islamiche e le cupole delle basiliche greco-ortodosse, seguire il profumo delle spezie nei bazar (e convincere Gab&Mukka che non si può tornare con tre valigie dopo essere partiti con uno zaino).

Bisanzio, Costantinopoli, Istanbul con l’accento sulla a. Un crocevia imprevedibile e imperdibile di storia, religione, civiltà. Ora sta provando ad affacciarsi all’Europa. Laicamente. Non sarà facile accettarli ed esserne accettati. Noi ci proviamo. Noi profeti del cazzeggio. E del kebab…

 P.S.: chiunque volesse unirsi a noi è ben accetto. A meno che non abbia nel portafogli una foto di Calderoli.

“Città assurda, città strana di questo imperatore sposo di puttana,
di plebi smisurate, labirinti ed empietà,
di barbari che forse sanno già la verità,
di filosofi e di etere, sospesa tra due mondi, e tra due ere…”

(FG, Bisanzio)

Che tipo di donna informatica sei?

18 luglio, 2007

Donna INTERNET: donna di difficile accesso.

Donna SERVER: sempre occupata quando devi usarla.

Donna WINDOWS: tutti sanno che non funziona ma nessuno può viverne senza.

Donna POWERPOINT: solo Bill Gates ha la pazienza di utilizzarla per più di mezz’ora.

Donna EXCEL: dicono che serve per tante cose ma si utilizza solo per le quattro operazioni di base.

Donna WORD: ha sempre una sorpresa riservata per voi ma non esiste nessuno al mondo che la comprenda del tutto.

Donna D.O.S.: tutti l’hanno utilizzata almeno una volta ma nessuno la vuole più.

Donna BACKUP: avete sempre creduto che avesse tutto quello che potesse servire ma al momento della verità manca sempre qualcosa.

Donna VIRUS: anche conosciuta come “moglie”, quando meno te lo aspetti arriva, si installa e si impossessa di tutte le risorse. Se provi a disinstallarla perderai qualcosa, se non ci provi… perderai tutto!

Donna SCANDISK: si sa che è buona e che vuole solo aiutarti, ma in fondo nessuno sa che cosa stia realmente facendo…

Donna SCREENSAVER: non serve a niente ma è divertente!

Donna PAINTBRUSH: serve solo per i suoi figli.

Donna RAM: dimentica tutto quello che ha fatto appena si disconnette.

Donna HARD-DISK: si ricorda di tutto, PER SEMPRE.

Donna MOUSE: funziona solo se maltrattata e sbattuta.

Donna MULTIMEDIA: fa sembrare tutto molto bello.

Donna MICROSOFT: vuole avere il dominio su tutti gli uomini che incontra e tenta di convincerli che lei è la cosa migliore per loro. Fa di tutto per metterti contro le altre donne e promette che avrai tutto ciò che vorrai se solo gli consegni l’agenda con i numeri di telefono delle tue amiche. Prima che tu te ne accorga diventerà l’unica nella tua vita. Arriverà il giorno in cui per aprire il frigorifero o per prendere le chiavi della macchina avrai bisogno del suo permesso.

Donna PASSWORD: credi di essere l’unico che la conosce ma la conosce mezzo mondo…

Donna MP3: tutti vogliono scaricarla.

Donna UTENTE: Sbaglia tutto quello che fa e chiede sempre di più di quello di cui ha bisogno.

Donna CPU: Da fuori sembra che abbia tutto, ma dentro è vuota.

Donna MONITOR: Ti fa vedere la vita con colori più brillanti.

Donna LETTORE CD: sempre più veloce.

Donna DATAWAREHOUSING: ti tiene al corrente di tutto tranne di quello che realmente ti interessa.

Donna E-MAIL: ogni dieci cose che ti dice, otto sono stronzate.

tnx

16 luglio, 2007

Un uomo può avere due volte vent’anni, senz’averne quaranta.
Vitaliano Brancati

grazie a tutti, di cuore.
w4lls


Rombo di tuono, maglia bianca simbolo della rovesciata! 😀