Posts Tagged ‘morte’

Per Alessio e Flaminia

29 maggio, 2008

 

Era giusto aspettare, in silenzio, che tutto si compisse, in ogni fase del rigido cerimoniale che in questi casi si usa. Ora però si deve parlare, perché quella verità non rinunciabile Roma me la sbatte in faccia ogni mattina ed ogni sera andando e tornando dal lavoro.

Quell’urna lacrimosa eretta spontaneamente su via Nomentana mi strazia ogni volta: e non solo perché 10 minuti prima io passavo proprio da quelle parti con un amico a bordo del mio motorino, ma perché non posso credere, neanche stavolta, quanto assurdamente sia stata spenta la vita di due ragazzi di vent’anni.

Non incontreremo più i loro sorrisi, financo fossero casuali, e questo è ingiusto. Come ingiusto mi appare la causa dell’addio. E penso alle voci non sentite che mai sentiremo, penso ai colori diluiti di rosso sull’asfalto di una strada di morte. Che regolarmente reclama le sue vittime.

La morte è per chi resta, condannato a ricordare controvoglia la gioventù di figli che non vedranno crescere mai. A noi, che non li conoscevamo, non rimane che passare e buttare un rapido sguardo, nella speranza che questo scirocco umido di primavera tramuti le nostre lacrime in semplice sudore.  

stanley

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La vita dovrebbe essere vissuta al contrario…

26 novembre, 2007

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Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete tracchete il trauma è bello che superato.

Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno.

Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio.

Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono.

Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro.

Lavori quarant’anni finchè non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa.

Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare.

Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finchè non sei bebè.

Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene.

Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni.

E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo.

(Woody Allen)