Archive for maggio 2009

Juventus

21 maggio, 2009

-juventus

Dopo 40 anni la Juve ha esonerato un proprio allenatore. Claudio Ranieri non è più il trainer della Juventus, riuscendo là dove nemmeno Maifredi e Marchesi erano riusciti. Cosa è cambiato davvero? Un nome, anzi un cognome (doppio). Di quello che ancora l’infanzia mi permette di ricordare c’era una volta “Marisa” Boniperti, ex calciatore sopraffino ed ex presidente astuto di una Società orgogliosamente Vecchia Signora. Poi fu l’epopea della Triade, che tutto poteva e tutto sapeva: grande Juventus, in campo e fuori. Brutti dentro, belli fuori. L’onta della retrocessione è stata lo spartiacque tra passato e presente: più umiliante delle accuse di frode sportiva fu doversi confrontare con Arezzo e Crotone. Ma il vero spartiacque è stato societario: Cobolli Gigli e Blanc, Montali e Tardelli, fino ad Alessio Secco. Belli dentro, brutti fuori. E con la società è cambiata la competenza e, per forza di cose, lo stile. Quando sei abituato a vincere hai stile anche nel momento della sconfitta: quando parti dal fango prima o poi finirai per inzaccherarti di nuovo le scarpe, fossero anche costosissime Church’s. Non basta portare doppi cognomi, nomi francesi o aver avuto un passato glorioso per ereditare lo stile di Madama. Perché lo stile di Madama non ti farà mai esonerare un allenatore a due giornate dalla fine del campionato, dopo non averlo mai protetto abbastanza. A Ranieri è stato richiesto di ricostruire in 5 anni una Juve da scudetto, la Uefa il primo anno e la Champions dal secondo in poi: Claudio il testaccino ha inanellato per due stagioni di fila una qualificazione in Coppa Campioni, in un modo o nell’altro. Esonerato, con disonore: neanche la Triade si era spinta fino a tanto col Maiale. Questa è la Juve di oggi, in mano ad una nobiltà civica che col calcio non ha nulla a che spartire, e domani, forse, con un presidente mio coetaneo ma rampollo d’alto bordo che non sa coniugare i congiuntivi più elementari. Meno male che della Juventus ho conservato le vecchie figurine Panini… Un’altra epoca, un altro stile. Auguri vecchia Juve.

stanley

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Non e’ possibile.

11 maggio, 2009

Crevalcore, tutti assolti per il disastro ferroviario

BOLOGNA – Tutti assolti per non aver commesso il fatto i 10 imputati per il disastro di Crevalcore (BO), che il 7 gennaio 2005, a causa dello scontro fra due treni, causò la morte di 17 persone e decine di feriti. Il gup di Bologna Andrea Scarpa ha assolto con la formula del non aver commesso il fatto i 10 dirigenti di Ferrovie tra cui l’amministratore delegato Mauro Moretti, l’amministratore delegato di Rfi Michele Mario Elia e il dirigente di Movimento Giancarlo Paganelli. Il pm Enrico Ceri al termine della sua arringa aveva chiesto l’assoluzione per i 10 imputati accusati di disastro ferroviaria colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime. Fin dall’inizio il pm Ceri aveva chiesto l’archiviazione per Moretti, Elia e Paganelli ma il gip Rita Zaccariello aveva imposto l’imputazione coatta accogliendo l’opposizione all’archiviazione presentata dal sindacato dei macchinisti e dai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.
«È andata come doveva andare – ha detto l’avvocato Armando D’Apote, difensore di Moretti-. Le Ferrovie italiane, nonostante Crevalcore sono le più sicure e meritavano questo. E Moretti se l’è meritato in particolare». Di avviso opposto l’avvocato di parte civile Desi Bruno: «Siamo molto delusi. Evidentemente la colpa è del macchinista. Una sentenza estremamente riduttiva per come sono andati i fatti. Non sono stati valutati gli aspetti relativi alla sicurezza. Se ci fosse stato il sistema Scmt probabilmente non ci sarebbe stato il superamento del segnale». E l’avvocato Bruno ha comunque annunciato ricorso dopo aver letto le motivazioni della sentenza attese fra 90 giorni.
In attesa della sentenza si era svolto un presidio dei ferrovieri in piazza Trento e Trieste, davanti alla Procura di Bologna, con anche 17 bare di cartone e i cartelli di protesta contro il sistema «agente unico» (che lascia un solo macchinista alla guida del treno), preparati già per il presidio in occasione della scorsa udienza. «Siamo qui per dire che non si può addossare tutta la responsabilità a Vincenzo De Biase, il macchinista lasciato solo a guidare nella nebbia- dicono i ferrovieri – speriamo che questa non sia la prima applicazione del decreto legge sulla sicurezza allo studio del Governo, in cui si vuole togliere la responsabilità ai livelli superiori, lasciandola tutta sulla spalle di chi sbaglia al livello più basso».
(fonte: http://www.corriere.it)

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Non e’ possibile che nessuno abbia colpe. qualcuno ha sbagliato. carenza di infrastutture, di “allarmi” elettronici, di sicurezza, errore umano. qualcuno ha sbagliato e non paga. anzi si, pagano con la vita le 17 vittime di questo disastro.

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Abbiamo l’alta velocita’, il resto non “rende” e non conta!

imbarazzante…

4 maggio, 2009

siamo ancora in piena recessione…
ricostruzione post terremoto…
Pil italiano 2009 a – 4,4%…
gli italiani non arrivano alla seconda settimana…
l’azienda “statale” per definizione da il buon esempio di impresa globale e conquista l’america (ci prova con la germania)…
febbre suina…
elezioni imminenti…

e le prime 4 pagine di ogni giornale vengono dedicate all’imbarazzante siparietto tra il presidente del consiglio e la sua (seconda) moglie…

imbarazzante…
siete dei giornalai.