Archive for aprile 2008

Roma città chiusa

28 aprile, 2008

63 anni dopo Roma torna a essere città chiusa. Il 28 aprile è una data-simbolo. A Giulino di Mezzegra, una frazione minuscola sul Lago di Como, 63 anni fa veniva assassinato il Duce. L’onda lunga è arrivata fino a qui. E ha sommerso la città. Una massa di incompetenti ha scelto la persona sbagliata al momento sbagliato. Un deja-vu insopportabile anche per una città come Roma. Il segretario del PD, sindaco uscente della città, è il principale responsabile di questo sfascio. Ha consegnato nelle mani della destra il Paese e la sua Capitale. Dovrebbe dimettersi seduta stante, ma non lo farà. 

E allora il valore simbolico di questa data, di questa città è molto pesante. La gggente ha deciso così. Io credo che la gggente si sia stufata sempre delle stesse facce. Io credo che Rutelli fosse la persona sbagliata al momento sbagliato. Io credo che il nuovo sindaco sia la candidatura giusta al momento giusto. Scelto per caso, inviso a gran parte del suo schieramento, Presidente del Consiglio compreso. Per questo ha vinto. Fuori dagli schemi di potere, più vicino alla gggente del suo avversario. I romani hanno scelto il male minore.

Adesso arriva il difficile. Governare una città fortunatamente ingovernabile. Un’impresa titanica, più grande di questa sua vittoria. Dopo 63 anni Roma è di nuovo una città chiusa. Coraggio, camerata Gianni…

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Il fascino retrò di Budapest

23 aprile, 2008

Un viaggio strano. Vissuto pericolosamente con l’angoscia di non partire, poi con la paura di dover tornare. Dilaniati tra la voglia di divertirsi con tanti amici vecchi e nuovi e i cattivi pensieri riposti in un angolino dell’animo, pronti a riaffiorare al primo trillo di telefonino.

Una città strana, decadente come poche altre, affascinante come poche altre. Una città spezzata in due da un fiume inquietante e dalla storia. Incapace di lasciarsi alle spalle un paio di secoli di sottomissione coatta. Una città quasi interamente ricostruita dopo la seconda guerra mondiale, ma ancora ingrigita dal dominio sovietico. La città vecchia è in realta una copia carbone della vecchia Buda. Popolata solo di (pochi) turisti, religiosamente attenti a non intaccarne la tranquillità di cartapesta. Il fascino della Mitteleuropa è sbiadito nei caffè del centro di Pest, affogato tra i (pochi) negozi di souvenir e le spudorate luci dei nuovi casinò per turisti occidentali in cerca di emozioni forti.

Quel fiume però ha un fascino insuperabile, come lo scalcinato tram che lo percorre sui due lati. Il Danubio ti avvolge in tutta la sua ampiezza e ti condiziona l’umore. Il suo colore beige ti deprime quando fa pendant col grigio metallo del cielo carico di pioggia. Oppure ti riscalda quando fa a pugni con il blu cobalto del cielo nelle belle giornate di sole. Quando gli ungheresi amano portare le loro panze obese ai bagni Széchenyi, alle terme. Un’esperienza mistica, ricca di odori, tra lo zolfo e la birra, il cloro e le cipolle sulla bruschetta.

Brava gente gli ungheresi. Ancora inquadrati come tanti soldatini sotto il regime. Tutti in fila nei supermercati, pronti ad andare in tilt alla prima cosa fuori posto. Come la bigliettaia del traghetto sul fiume che non ci ha fatto salire, nonostante il battello fosse vuoto e le portassimo 30.000 fiorini fruscianti. O come la cameriera del primo pranzo, incazzosa come poche e noncurante delle nostre inevitabili difficoltà a capire i piatti ungheresi.

Con gli splendidi compagni di viaggio, invece, tante risate e un bel feeling. Tante cazzate e un po’ di birre per riscaldare l’animo. Una serie di flash ritornano a poco a poco nella mia mente. I sorozo, la caviglia ballerina di w4lls, la sposa bionda a Sant’Anna, i riccioloni di Manu, la cappa di fumo e fighe all’Old Men, le cazzate mie e di Gasperino, la maledetta chiesa luterana di Buda, la stitichezza di Mukka, il rave zingaro sotto la Deak Ter, il piattone di carne al ristorante medievale, il Parlamento nobile e onnipresente. Infine, l’ultima cartolina: quel meraviglioso Ponte delle Catene illuminato, con il Castello dietro. Ma sono sempre ungheresi. E a mezzanotte hanno spento le luci su Budapest e sulla nostra vacanza. Lasciandoci un po’ di amaro in bocca e la voglia di ritornare. Per fare il giro in battello sul Danubio e per vedere di nuovo un inglese che vomita dal balcone del quarto piano alle 4 di mattina. 

ELEZIONI, RISULTATI IN ANTEPRIMA MONDIALE

14 aprile, 2008

In anteprima assoluta sul nostro blog la prima proiezione sui risultati delle Elezioni.

Se va bene è un pareggio. Se va male, governa la Lega. In ogni caso…

Percentuale di scostamento dai dati definitivi pari allo 0%

Una finestra sulle nuove generazioni

7 aprile, 2008

In Italia le nuove generazioni vengono descritte da Moccia. Negli States lo fanno da sole, in un modo molto carino. Noi stiamo alla finestra e osserviamo…passeranno anche loro.

Fino alla fine…?!?

3 aprile, 2008

A volte quando si inizia un percorso ci si chiede se si debba arrivare fino alla fine … sempre.

                                   ……. alcune volte si

altre volte no……

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