Archive for agosto 2009

Videocracy – coming soon

27 agosto, 2009

Lo spot del documentario di Erik Gandini che non vedrete mai sulle reti Mediaset (scontato) e Rai (pure)…
sara’ bello o brutto?! Giudichiamolo dopo averlo visto…

Aung San Suu Kyi: ‘Ambassador of Conscience’

11 agosto, 2009


RANGOON- Altri 18 mesi agli arresti domiciliari. Aung San Suu Kyi, la leader dell’opposizione birmana, rimarrà nella sua casa-prigione ancora un anno e mezzo. L’accusa per il premio Nobel per la Pace è di violazione degli arresti domiciliari. Secondo molti è semplicemente una scusa che il regime birmano ha individuato per togliere di mezzo l’attivista in vista delle elezioni del prossimo anno, dopo l’iniziativa di John William Yethaw, cittadino americano di religione mormone, che il 3 maggio scorso raggiunse a nuoto la casa di Suu Kyi. L’uomo, processato anche lui, è stato condannato a sette anni di lavori forzati. A sostegno della leader birmana scende in campo il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban ki Moon, chiedendo «al governo della Birmania di rilasciare immediatamente e senza condizioni Aung San Suu Kyi». Dura reazione alla condanna della leader birmana da parte dell’Ue, che minaccia sanzioni. E anche il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, come l’Onu, ha chiesto la liberazione immediata e incondizionata di Aung San Suu Kyi.
[www.corriere.it]

Sardigna patria mea

5 agosto, 2009

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C’è qualcosa di magico che mi spinge in Sardegna. Non solo l’amicizia di w4lls. Probabilmente sensazioni di fratellanza, di vicinanza. Addirittura di appartenenza. Qualcosa di misterioso. Piccole, superficiali senzazioni di benessere. Oggetti, persone, luoghi, suoni, sapori. Tutto mi è familiare. Andare, da soli o in compagnia, sulle strade sarde è come perdersi in un oceano di tranquillità e di gioia, sentendosi a casa. Tornare ogni volta negli stessi luoghi e sorprendersi di continuare a sorprendersi.

Stavolta il carnaio della Pelosa di fine luglio era incredibile. Ma c’era comunque spazio per emozionarsi di fronte a un’Asinara avvolta dal fumo degli incendi. Roghi anch’essi familiari. Che bruciano i sogni di giovani generazioni costrette ad emigrare. Mi ricorda qualcosa. E poi il sapore inconfondibile del porceddu di Lucia che ci coccola lo stomaco anche a 45°. E poi ancora il profumo del mirto per le strade assolate verso Santa Teresa. I coriandoli e gli schiamazzi dei bambini a Castelsardo. Il cremisi cangiante e le alghe selvagge dell’Isola Rossa. Il suono familiare del maestrale che si riprende la sua isola spodestando l’invasore scirocco dei primi due giorni. Il lamento e le discussioni politiche dei vecchi al bar dell’Argentiera: “C’è più calcestruzzo qui che in tutta New York“. Gli occhioni innocenti del “piccolo” Giancarlo.

Sardigna patria mea.

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