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I sogni

23 giugno, 2008

Diventiamo grandi grazie ai sogni.

…. li puoi vedere in una leggera foschia primaverile
oppure nel fuoco rosso del camino….
….puoi viverli da solo nel tuo silenzio
oppure “condiviverli” ….

…. possono essere tinti di Rosa, di Rosso, di Azzurro o dei colori dell’arcobaleno

Alcuni di noi lasciano morire questi grandi sogni, ma altri li nutrono e li proteggono…

Se vengono infranti, non significa che si è giunti alla fine… c’è sempre un altro sogno da alimentare, un altro lungo intenso sogno.

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Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni (Paulo Coelho)

Se po’ fa’…

5 marzo, 2008

Un signore sulla settantina, immerso fra le sue coppe, ieri mattina pontificava dalle pagine del giornale sportivo più letto d’Italia: “Sogno una finale col Real”. Niente di nuovo per chi ha fatto delle gaffes una ragione di vita, un motivo di vanto, un modo di governare e di esportare l’Italia all’estero. Ecco, appunto. Sogno. Subita una vera e propria lezione di tracotanza calcistica, di esuberante freschezza atletica, di straordinaria qualità tecnica, oggi è il turno dell’altra finalista designata da Berlusconi. Un mito per tutti. La camiseta blanca, il tempio del calcio, la sala dei trofei, centinaia di aneddoti eurocalcistici da raccontare, 100.000 persone che evocano lo spirito di Juanito al settimo minuto del primo tempo. Una liturgia laica sull’altare del Tempio “Bernabeu”.

Anche a Roma, la Roma è religione. Sono partiti in tanti. Con o senza biglietto. C’è chi si è inventato un matrimonio di famiglia (di mercoledì) per dribblare il lavoro. Chi ha abbandonato moglie e figli. Chi ha portato il vecchio padre con sè, sperando che il suo cuore regga al ruggito del Tempio. La Roma è lo specchio di questa meravigliosa città. Con tutti i suoi pregi e i suoi difetti. Quel provincialismo irresistibile che trasforma ogni partita di Champions, anche un ottavo di finale, nella partita della vita. Quella passione straordinaria che rende ogni trasferta un esodo e che porterà nel Tempio solo una minima parte di questa fede incrollabile.

Stasera c’è bisogno di cuore, cervello, nervi, muscoli. Serve tutto. Serve el partido perfecto. Servono uomini che non conoscano la paura. Che non tremino davanti alla muraglia umana madridista. Per trovare il coraggio magari basterà alzare gli occhi verso quello spicchio giallorosso. Lassù sul cocuzzolo del Tempio dove saranno appollaiati tanti tifosi e qualche amico. Lassù dove osano solo le aquile (non gli aquilotti) e dove cagano i piccioni. Se po’ fa’…