Posts Tagged ‘Juventus’

Buon compleanno tuttoilcalciominutoperminuto

10 gennaio, 2010

Da 50 anni fiore all’occhiello del servizio pubblico radio-televisivo…

Juventus

21 maggio, 2009

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Dopo 40 anni la Juve ha esonerato un proprio allenatore. Claudio Ranieri non è più il trainer della Juventus, riuscendo là dove nemmeno Maifredi e Marchesi erano riusciti. Cosa è cambiato davvero? Un nome, anzi un cognome (doppio). Di quello che ancora l’infanzia mi permette di ricordare c’era una volta “Marisa” Boniperti, ex calciatore sopraffino ed ex presidente astuto di una Società orgogliosamente Vecchia Signora. Poi fu l’epopea della Triade, che tutto poteva e tutto sapeva: grande Juventus, in campo e fuori. Brutti dentro, belli fuori. L’onta della retrocessione è stata lo spartiacque tra passato e presente: più umiliante delle accuse di frode sportiva fu doversi confrontare con Arezzo e Crotone. Ma il vero spartiacque è stato societario: Cobolli Gigli e Blanc, Montali e Tardelli, fino ad Alessio Secco. Belli dentro, brutti fuori. E con la società è cambiata la competenza e, per forza di cose, lo stile. Quando sei abituato a vincere hai stile anche nel momento della sconfitta: quando parti dal fango prima o poi finirai per inzaccherarti di nuovo le scarpe, fossero anche costosissime Church’s. Non basta portare doppi cognomi, nomi francesi o aver avuto un passato glorioso per ereditare lo stile di Madama. Perché lo stile di Madama non ti farà mai esonerare un allenatore a due giornate dalla fine del campionato, dopo non averlo mai protetto abbastanza. A Ranieri è stato richiesto di ricostruire in 5 anni una Juve da scudetto, la Uefa il primo anno e la Champions dal secondo in poi: Claudio il testaccino ha inanellato per due stagioni di fila una qualificazione in Coppa Campioni, in un modo o nell’altro. Esonerato, con disonore: neanche la Triade si era spinta fino a tanto col Maiale. Questa è la Juve di oggi, in mano ad una nobiltà civica che col calcio non ha nulla a che spartire, e domani, forse, con un presidente mio coetaneo ma rampollo d’alto bordo che non sa coniugare i congiuntivi più elementari. Meno male che della Juventus ho conservato le vecchie figurine Panini… Un’altra epoca, un altro stile. Auguri vecchia Juve.

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Bentornata Vecchia Signora

10 marzo, 2009

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Da Rimini a Stamford Bridge passando per Crotone. Si riaccendono stasera le luci del vecchio Comunale di Torino per una sfida ad eliminazione diretta di Coppa dei Campioni. La Vecchia Signora è tornata tra le 16 grandi d’Europa: il posto che le compete di diritto. Stasera serve un’impresa contro la corazzata inglese finanziata dai rubli. Una Juve rabberciata, ferita dagli infortuni, con qualche giocatore improbabile in campo. Ma orgogliosa di essere tornata e pronta a vendere cara la pelle.

Le luci del vecchio Comunale sono pronte ad illuminare il condottiero, Alessandro il Grande. Lui ha guidato la rinascita della Juve. Capocannoniere in serie B per recuperare la penalizzazione e stravincere il campionato. Capocannoniere in A per riportare la Signora al gran ballo della Champions. Ancora gol per trascinarla tra le top 16. Lui che ha illuminato tante volte il “Delle Alpi”, ma mai il Comunale. Nel Comunale c’è la storia di questa società. Ci sono i grandi trionfi e le cocenti delusioni. 

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L’ultima partita di Coppa dei Campioni giocata qui risale al 5 novembre del 1986, prima di sposare il “Delle Alpi”. Il precedente è infausto. Di fronte c’era il Real , un grande Real. Quello di Hugo Sanchez e del Buitre, di Michel e Gallego, di Gordillo e Valdano. All’andata era finita 1-0 per le merengues, proprio come a Stamford Bridge. Non bastò un gol a freddo di Cabrini. Il Real resse fino ai rigori e si qualificò grazie agli errori di Brio, Manfredonia e Favero. L’ultima di Michel Platini, il Re del Comunale, in Coppa dei Campioni. Stasera il testimone passa ad Alessandro il Grande. Il 5 novembre 1986 Ale stava per compiere 12 anni. La Juve era il sogno. Ora è qui. Dentro o fuori. Senza ritorno. Nei piedi del capitano. Per riprendersi la storia.