Posts Tagged ‘Naracauli’

Sardegna, Italia

17 febbraio, 2009

sonetaula2

Anche l’ultimo avamposto ha ceduto alla berlusconizzazione del paese. Conflitto di interessi grande batte conflitto d’interessi piccolo. Nettamente. Il figlio del primo commercialista del premier batte il presidente uscente. Il piccolo Berlusconi come lo avevano definito i suoi nemici, molti dei quali compagni d’avventura nel PD. Forse non ha saputo governare, forse non ha saputo comunicare, forse niente di tutto questo. Semplicemente è stato affossato dal disfacimento della sua stessa maggioranza.

Soru non si è piegato agli interessi enormi che gravitano intorno a una regione che tenta disperatamente di difendere la sua verginità dagli assalti di costruttori e affaristi con pochi scrupoli. Il piano paesaggistico e la cosiddetta “tassa sul lusso” erano state tra le poche cose di sinistra viste in Italia negli ultimi 15 anni. Evidentemente il PD ne esce con le ossa fracassate. Forse per arrivare a soluzioni drastiche c’è bisogno che anche Emilia e Toscana svoltino a destra. Intanto il figlio del commercialista, nella sua prima intervista da Governatore, annuncia subito nel salotto amico di Belpietro che “modificheremo il piano paesaggistico regionale”. E Naracauli diventerà presto un “magnifico” tappeto verde a 18 buche. Amen.

Annunci

Let’s save Naracauli

8 dicembre, 2007

naracauli.jpg

Ci sono dei posti dove non sei mai stato ma che senti tuoi. Li senti dentro, li credi familiari, li vivi attraverso le note di una canzone, le pagine di un libro, le immagini di un film. Sud-ovest della Sardegna, nell’entroterra. Da una parte l’aspra pancia dell’isola, dall’altra il blu infinito del mare e le dune lunari di Piscinas. Un angolino sperduto di una terra amica. Un borgo fantasma.

Nella prima metà dell’800 scoprono nell’area uno straordinario giacimento minerario. Principalmente zinco e piombo. Una ricchezza da sfruttare. Arrivano le prime concessioni. La zona di Naracauli Ingurtosu e Pitzinirri, e in generale tutto l’angolino sud-ovest sardo, diventa un serbatoio di ricchezza. Varie società si alternano nello sfruttamento. Col tempo incalza il progresso. Costruiscono le case, i dormitori, gli uffici. Arrivano teleferica e ferrovia per trasportare il minerale estratto a Piscinas e da lì imbarcarlo verso il continente. Nel 1900 a Naracauli viene inaugurata la laveria Brassey (in onore del boss della società). Arrivano la corrente elettrica, le scuole, gli ospedali. Intanto l’area si popola di circa 6.000 persone, la metà minatori. Nel dopoguerra, con la crisi del piombo e dello zinco, inizia il declino. I licenziamenti consumano via via i piccoli borghi, seppellendo tra le macerie la storia, i morti sul lavoro, i sogni di generazioni sarde che avevano trovato a Naracauli la speranza di un futuro. Fino alla chiusura delle miniere alla fine degli anni ’60.

naracauli_op_640x480.jpg

Oggi restano solo i ruderi di quelle miniere, oltre ai ricordi. La Regione Sardegna ha messo in vendita l’area di Naracauli e Ingurtosu: base d’asta 11 milioni di euro. Scopo dichiarato: riqualificazione dell’area, con la possibilità di costruire alberghi con centri benessere, strutture sportive e campi da golf.

Non sono mai stato a Naracauli. O quel che ne resta. Ci sono passato vicino, l’ho sfiorato ma non l’ho mai visto. Ne ho solo sentito parlare e cantare e l’ho subito sentito mio. E quando l’hanno messo in vendita mi sono indignato. Si può mettere in vendita un paese, i suoi ricordi, la sua storia? Secondo Renato Soru si, secondo me i ricordi e la storia non hanno un green e diciotto buche.

“Poche luci nelle poche case
quando si fa sera
la miniera no, non lavora più
e la sabbia brucia il mare.
E come è blu il tuo mare
e come è stanca la voce
una rabbia brucia i boschi e poi
si ubriaca all’osteria.Canti antichi e sacri tirano
la barca in strada la sera
Oh! Nelle sere d’estate
piangono i gatti e le stelle.
Dorme il gregge ma il pastore no
no, lui non riesce a capire
che gli han portato via il lavoro sai
e adesso la fame sui monti.Lui padrone dei monti
lui prigioniero dei monti
ma una nave è approdata stanotte
sì per non farsi vedere.
E i negozi sì sono pieni già
di cose che non userai mai
mai mai e poi mai non avresti pensato
che così t’hanno fregato.”

(Naracauli, Nomadi, 1978)