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Piazza Sempione

22 ottobre, 2008

Tempi duri. Occupazioni, sgomberi, manganellate. Polizia contro studenti, polizia contro occupanti, polizia contro tutti. Torna il Governo di centro-destra, esordisce la prima Giunta di destra dai tempi littori. E si torna indietro nel tempo. Anch’io quindi torno indietro nel tempo, leggendo i giornali di stamattina.

Correva l’anno 1996 di mia vita. Ero appena arrivato a Roma. Rutelli stava per essere rieletto sindaco per la seconda volta. Ragazzo di Calabria, diplomato in cerca di fortuna, sbarbatello 18enne. Abitavo a 100 metri da Piazza Sempione e pagavo 400 mila lire d’affitto al mese, spese condominiali e bollette comprese. A Piazza Sempione campeggiava una statua della Vergine. Alle spalle la chiesa degli Angeli Custodi. Su un fianco un mitologico ufficio postale che sembra un’edicola. La farmacia, il pizzettaro, il bar.

A Piazza Sempione c’era anche l’Horus Club, affermato locale di musica dal vivo alto-pariolino. Concerti interessanti, discoteca, sempre un fottio di gente in fila per entrare. Chiuso per qualche tempo, ceduto ad una grande società immobiliare era destinato a diventare un grande supermercato o giù di lì. Alcuni ragazzi l’hanno occupato per farlo restare un luogo di ritrovo musicale, “per restituirlo alla città”. Ieri lo sgombero. Dentro non c’era nessuno, solo qualche molotov sparsa qua e là da qualcuno (vedi G8 Genova?). Ora è presidiato per evitare la ri-occupazione. Resta solo la sgrande scritta che campeggia davanti, slogan residui di tempi andati: “La felicità non si paga. Si strappa”.

Piazza Sempione è la mia culla romana, con i suoi ubriachi e i suoi barboni caracollanti davanti all’Angolo Russo che ti chiedono una sigaretta e un po’ di compagnia. Con le sue dolci fanciulle che fanno la spola tra i cornetti e il kebabbaro, in attesa di entrare nell’Horus con l’amichetto dal maglioncino morbido, la camicia inamidata e la macchina sportiva.

 

Piazza Sempione, un piccolo spaccato delle contraddizioni di una città. Dove la Nomentana sembra finire, scontrandosi con la piazza. Con i suoi cornetti caldi in piena notte e quel sessantanotturno stracolmo a tutte le ore. Oggi quel sessantanotturno è diventato un anonimo N4. E forse l’Horus Club diventerà un supermercato…

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