1200 km, 1 sola religione

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16 ore di viaggio per tre ore di San Siro. Ne vale la pena? Ovviamente sì. Il viaggio dell’entusiasmo e della speranza all’andata. Il viaggio della stanchezza e della delusione al ritorno. 600 km all’andata con Paul alla guida e Stanley navigatore. La sosta a Barberino del Mugello da Marisa è ormai di default, un altro rito sacro propiziatorio. Tortelli alla mugellana e fiorentina al sangue per non appesantirci troppo. 600 km al ritorno con Paul alla guida, Br4d co-pilota, Stanley e Ale nelle retrovie, pronti a deliziarci con chicche da Fantacalcisti e con racconti VM18 da Formentera. Si, perché Ale e W4lls sono tornati apposta da Formentera per unirsi a noi. Un’ulteriore conferma che il pallone tira più della figa.

In mezzo la classica liturgia da trasferta pallonara. La Gazzetta preparatoria alla partenza, cara compagna delle prime ore di viaggio, tra discettazioni tecnico-tattiche di dubbia utilità. Le soste negli autogrill cercando di sbirciare nelle macchine altrui per scorgere rassicuranti magliette azzurre e italici tricolori sventolanti. La tensione pre-partita che ti blocca lo stomaco e si scioglie in un’esclamazione di stupore appena scorgi la svettante maestosità delle torri di San Siro. L’ingresso allo stadio, di corsa, impazienti di vedere un muro umano impressionante che è lì per lo stesso tuo motivo. E allora ti senti rassicurato, meno solo, meno cretino. Il riscaldamento, il ricordo porta-sfiga di Pavarotti, il boato per Buffon, i fischi inesorabili, incivili, irragionevoli (o forse no) alla Marsigliese, la pelle d’oca che ti assale mentre 80.000 patrioti part-time intonano non proprio all’unisono il Mameli-pensiero.

(Noi che cantiamo l’inno, assieme ad altre 80.000 persone)

Poi ci sarebbe anche la partita, di una noia mortale se non fosse per la tensione e per l’attesa che da un momento all’altro un guizzo assassino di Pippo o una pennellata magica di Pinturicchio (troppo sbiaditi per essere veri) diano un senso ai tuoi 1200 km. Niente, attesa vana. Comincia in un baleno il dopo-partita tra odore di salsiccia, ingorghi colossali, di nuovo discettazioni tecnico-tattiche. E occhi assonnati che ne cercano altri, consolatori, nelle aree di servizio popolate stavolta solo di maglie azzurre sudate.

Le luci dell’alba romana ci riportano ad una realtà fatta di sonno e aliti pesanti. Consapevoli che per Italia-Francia ne valeva la pena. Comunque.

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8 Risposte to “1200 km, 1 sola religione”

  1. br4d Says:

    Due aste italiano: “Ma quale Domenech. Meglio la Fenech”. Voto 9.

  2. mukkabike Says:

    Voci dalla casa riferiscono paraculescamente un mercoledì in formazione tipo a vedere Italia-Ucraina!!!! 😦

    P.S.:…ovviamente Paul sarà murato nella stanza degli ospiti (alias lavanderia) per dedicarsi esclusivamente allo studio “matto e disperatissimo”…:-)

  3. stanley Says:

    senza dimenticare che stasera abbiamo l’asta del fantacalcio…… oh yes!

  4. political maniac Says:

    che dire.. degli italiani non sempre andiamo fieri, viviamo in un paese in cui non funziona un cazzo, ma continuiamo a stringerci a coorte e siam pronti alla morte l’italia chiamò. italiani.. riusciamo davvero a unirci solo contro un nemico unico e mai per un senso comune. odiamo il diverso ma non ci sentiamo mai simili a noi. fischiamo gli altri ma non difendiamo i nostri se non quando ci regalano una coppa del mondo. però cresciamo nei bar bevendo peroni e parlando di calcio e di politica. e va bene così.

  5. Clara Says:

    Il colmo per un mezzogaudio?
    E’ più facile incontrare un mezzogaudio a Roma che incontrarlo a P.T.

    Ma almeno adesso sappiamo che non si fa prete:-D

  6. w4lls Says:

    Clare, ti aspettiamo a Roma. c’e’ una stanzetta tutta x te 🙂

    ps. Formentera non si commenta 😀

  7. Gasperino er Carbonaro Says:

    Poltical Maniac??? Sei cresciuta bevendo Peroni parlando di calcio e politica??? C’hai avuto un’infanzia difficile cazzo! Volevo anche chiederti…
    “…odiamo il diverso ma non ci sentiamo mai simili a noi. ..” Ma che vor di?

    Francia o Spagna, basta che se magna!

  8. pol man Says:

    significa che gli italiani sono sempre gli altri e che gli altri altri è meglio che non disturbino. hihi infanzia difficile vero, nun se vede dar risultato?

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