Nostos Algos

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Non si ha nostalgia, in definitiva, che di se stessi, di quella rete di significati e di rapporti che danno senso all’esistenza e alla quale ciascun individuo si identifica fino a non potersene più differenziare” (R. Beneduce, 1998)

Da quando sono a Roma, ho scoperto il senso di appartenenza, il significato di sentirsi parte di un tutto più grande e ho sentito sulla mia pelle quello che i miei grandi padri antropologi mi sussurravano…. E’ solo mediante il contatto con l’Altro che prendiamo consapevolezza del Noi; entrambi ci arricchiamo nella misura in cui poniamo all’altro nuove domande, dischiudiamo mondi possibili, mantenendo la nostra totalità e complessità e buttando preconcetti inutili, di cui è vittima l’Altro tanto quanto il Noi.

 Roma mi ha insegnato questo, e molto altro.

Mi ha regalato la chiave di porte sconosciute, alcune solo socchiuse, altre spalancate, ma tutte mi hanno dato la possibilità di mettermi in discussione, di guardare al di là del mio orizzonte.

E mi ha restituito la chiave di casa mia, del “campanile di Marcellinara” di demartiniana memoria, di quell’universo di significati entro il quale sono nata e di cui solo ora apprezzo tanti aspetti.

Etimologicamente, “nostalgia” è “il dolore dell’impossibilità del ritorno”. Direi che nel mio caso è un “dolore per la possibilità del ritorno”.

Questa nostalgia allenta le certezze, cementa la crescita e scivola piano, in queste giornate di pioggia.

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14 Risposte to “Nostos Algos”

  1. Gasperino er Carbonaro Says:

    […] E’ solo mediante il contatto con l’Altro che prendiamo consapevolezza del Noi; entrambi ci arricchiamo nella misura in cui poniamo all’altro nuove domande […]

    IO C’HO PROVATO, MA QUESTI ME RISPONDONO “SA GHèè”…

  2. w4lls Says:

    […] E’ solo mediante il contatto con l’Altro che prendiamo consapevolezza del Noi; entrambi ci arricchiamo nella misura in cui poniamo all’altro nuove domande […]

    ==== ==== ==== ====
    claim dell’atac roma x giustificare il sovrapopolamento e i borseggi della metro/autobus

  3. br4d Says:

    Il sole di Roma è tornato a splendere…alto e caldo…trasformerai la possibilità in impossibilità e il dolore in gioia perché te lo meriti…e poi vuoi mettere la dolce umidità agostana di Roma, che ti bagna i capelli e ti addolcisce le giornate, con quella schifezza appiccicosa made in Venice…mi consenta, signorina…

  4. Lello Tufello Says:

    Grande posto stà città. Accoje tutti, pellegrini, cinesi, asiatici, neri, gialli, verdi (?) musurmani, gaipraide, unni visigoti e milanesi.. tutti quelli che abbandoneno le trincee della brioche per raggiungere le linee amiche der cornetto so’ benvenuti0. E’ accojente la repubblica del maritozzo. La regola è una, e una sortanto, e quanno che te nasce un fijo te la devi da ricordà e tenella bene a mente: “mejo frocio che lazzziale”, solo in punto de morte t’è concesso da diventà lazzziale… così more uno de loro e no uno dei nostri. Metropoli cosmopolita a’ nostra (cosmopUlita un po’ meno, ma se sa’ qui è pieno de svizzeri repressi che lavoreno in vaticano e se sarvano dar barnaut gettando klinex da golf in corsa). Che te lo diko to make? Ce voh pazzzienza!

  5. the rethor Says:

    il mio è forse un raro caso di nostalgia al contrario. amo i miei luoghi, la mia campagna, le mie colline, il monviso, torino e quant’altro. li amo anche con una punta di orgoglio e ripicca verso chi li sottovaluta, li prende sottogamba, non concede loro una possibilità. ma il mio nostos è nato con me. sono nato in un posto bellissimo che non è il mio. e il mare che c’è tra me e la mia itaca è sempre stato tempestoso (complice la mia scarsa confidenza con l’acqua). ma se non sono paziente perlomeno sono testardo. e dalla prua della nave già si vede il cupolone. certo sarà ancora lunga. scilla e cariddi da attraversare, il timoniere palinuro ucciso dagli dei, poseidone malevolo e subdolo che vuole tenere ulisse lontano da casa. mettici onde alte come palazzi, mettici il vento, mettici il fortunale. ma odisseo sta tornando a la maison. e la fine della storia la conoscono tutti. pensare che ho sempre odiato gli happy endings…prosit. e aspettatemi.

  6. w4lls Says:

    […]di molti popoli vide le città e conobbe le menti,
    molte angustie soffrì nel suo cuore sul mare,
    per guadagnare la vita a se stesso e il ritorno ai compagni.

  7. the rethor Says:

    togli le parole di bocca… c’era un vagabondo menestrello di nome woody guthrie che diceva spesso: this land is my land. e aveva ragione.

  8. halfcharge Says:

    Credo che ci sia un tempo per ogni cosa. E che la mutevolezza di cui è prigioniera l’esistenza sia in realtà la nostra più grande ricchezza.
    Ti accorgerai, o rethor, che l’amore per una terra si avverte in tutta la sua intensità quando si palesa la sua assenza. Così come io sono sicura sentirei un vuoto incolmabile se dovessi congedarmi dall’atmosfera capitolina.

    Dicono che c’è un tempo per seminare
    e uno che hai voglia di aspettare
    un tempo sognato che viene di notte
    e un altro di giorno teso
    come un lino a sventolare
    .

    C’è un giorno che ci siamo perduti,
    come smarrire un anello in un prato
    e c’era tutto un programma futuro
    che non abbiamo avverato….

  9. br4d Says:

    e io dopo le ultime 4 righe di quel porta-sfiga assoluto di Fossati…mi toccherei i coglioni per almeno un quarto d’ora…

    ###############
    detto questo mi tirate dentro ad una discussione succulenta…visto che di emigrati o emigrandi è pieno questo blog…e gli unici che stavano nella loro terra si sono appena trasferiti o stanno per farlo.

    l’amore per una terra non lo si manifesta vivendoci, ma custodendolo nel proprio cuore senza troppi proclami…a me non manca niente della mia terra…il rosso della cantina Pugliese e l’amaro del capo bagnano le mie serate malinconiche e rallegrano i miei amici…il caffè guglielmo risveglia i miei sensi sopiti…la brasilena addolcisce le mie affaticate membra post trabajo…la strascicata litania della nostra parlata me la porto dentro come un vezzo malcelato…

    non mi mancano un certo tipo di provincialismo bigotto….non mi mancano i morti ammazzati in mezzo alla strada…non mi mancano gli atteggiamenti mafiosi dettati dall’ignoranza di chi mafioso non lo è…non mi mancano gli affetti perché mia mamma e mio padre mi chiamano tutti i santi giorni ed è difficile sentirne la mancanza…non mi manca il “tuttisannotuttoditutti”, il pettegolezzo fine a se stesso per tirare a campare e arrivare fino a sera…non mi manca il fare politica per sistemare la famiglia…

    ah già, dimenticavo…mi mancano il mare e il Catanzaro: due buoni motivi per tornare…perché è bello ritornare ma andare forse è meglio…

    E te li senti dentro quei legami:
    i riti antichi e i miti del passato,
    e te li senti dentro come mani,
    ma non comprendi più il significato.

  10. halfcharge Says:

    Dissento e mi dissocio dalla prime due righe del tuo commento, Br4d, soprattutto perchè nella canzone citata non c’è traccia di pessimismo, semmai di realismo, e tu lo sai meglio di me. 😉

    Per il resto, le tue parole sono molto belle e molte vere. L’amore per la propria terra si manifesta in mille modi, quello che fa la differenza è proprio la sensazione che citi nel congedo: il piacere del ritornare e quello dell’andare…

  11. w4lls Says:

    non sei tu… e’ la terra che ti sceglie!
    I silenzi, i colori, i profumi che ti senti addosso… ti senti sempre osservato da qualcuno come se da un momento all’altro ti spuntasse una banda di indiani da dietro una collina… dove terra e mare convivono quasi cuciti da uno stesso destino….
    [F. De Andre’ – A. Parodi]

  12. the rethor Says:

    solo per la cronaca. riapre da oggi, con cadenza assolutamente imprecesata e solo fino a quando non mi romperò di nuovo le palle, il mio vecchio e lacero blog. a chi va, http://blog.virgilio.it/sister.morphine
    prosit.

  13. valentinarachiele Says:

    Annina sei sempre troppo la migliore! Ti voglio un gran bene!

    Vale

  14. Giulio Says:

    Emigrare e’ una scelta, ma a volte una scelta quasi obbigatoria: resto in Puglia e faccio il disoccupato (variante: assunto a nero a 500 Euro al mese) o emigro ? Io sono emigrato e dopo 15 anni all’estero sono arrivato a traguardi professionali ed economici che in Italia mi sarei sognato (faccio il confronto con i miei amici che fanno lo stesso lavoro).
    Ultima cosa, per Raffo F. – Thomas Milliam: “Ce lo sai, tu per me.. sei come ‘n fijo” Bombolo: “Si.. de na mignotta, tse tse..” 😀 (Italia nel cuore)

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