Onore a voi, che per in questa missione avete creduto e per questa patria avete combattuto.
Rispetto per quello che siete stati, per quello che avete rappresentato. L’Italia.
Silenzio, il giusto omaggio alla vostra memoria.

Condivise le prime tre righe del post possiamo aprire tutti i dibattiti e i confronti che volete… sono sempre i benvenuti in questacasa… qualsiasi sia il pensiero politico (destra, sinistra, centro, alto, basso) quello che non dobbiamo fare e’ infangare, denigrare l’esercito… il sacrificio che ancora una volta e’ stato chiesto a noi italiani.
E quando le cose ci toccano da vicino si moltiplicano i perche’… perche’ stanno li? perche’ non li fanno rientrare a casa? perche’ hanno attaccato noi e non gli americani?
Poi gli spot: “a natale tutti a casa” (loro sono morti per pagarsi la casa)… ci vuole una exit strategy, no ci siamo sbagliati ci vuole una transition strategy… la democrazia non si puo’ esportare… etc etc
aspettando delle risposte dalla politica mondiale i nostri soldati rientrano in una cassa di mogano avvolti nel tricolore, da eroi.

Tra poche settimane i Para’ della Folgore verranno sostituiti dai “sassarini” della Brigata Sassari. Svolgete il vostro mestiere nel migliore dei modi. Non vogliamo altri eroi ma padri e madri che possan crescere i loro figli.

In bocca al lupo e Fortza Paris.
Tag: brigata sassari, eroi, folgore, fortza paris, kabul, missione di pace, onore, Rispetto, Silenzio, strage
21 Settembre, 2009 alle 2:57 pm |
ieri uno striscione campeggiava a piazza s.emerenziana: basta sangue italiano per il petrolio americano.
Condivido, pure se il sangue è francese, americano, inglese….
21 Settembre, 2009 alle 3:27 pm |
“Dei ventun soldati italiani caduti in Afghanistan la parte maggiore sono meridionali. Meridionali arruolati nelle loro regioni d’origine, o trasferiti altrove o persino figli di meridionali emigrati. A chi in questi anni dal Nord Italia blaterava sul Sud come di un’appendice necrotizzata di cui liberarsi, oggi, nel silenzio che cade sulle città d’origine di questi uomini dilaniati dai Taliban, troverà quella risposta pesantissima che nessuna invocazione del valore nazionale è stato in grado di dargli. Oggi siamo dinanzi all’ennesimo tributo di sangue che le regioni meridionali, le regioni più povere d’Italia, versano all’intero paese”.
“Queste morti ci chiedono perché tutto in Italia è sempre valutato con cinismo, sospetto, indifferenza, e persino decine e decine di morti non svegliano nessun tipo di reazione, ma solo ancora una volta apatia, sofferenza passiva, tristezza inattiva, il solito “è sempre andata così”. Questi uomini del Sud, questi soldati caduti urlano alle coscienze, se ancora ne abbiamo, che le cose in questo paese non vanno bene, dicono che non va più bene che ci si accorga del Sud e di cosa vive una parte del paese solo quando paga un alto tributo di sangue come hanno fatto oggi questi sei soldati. Perché a Sud si è in guerra. Sempre”.
Roberto Saviano
http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/esteri/afghanistan-19/ragazzi-del-sud/ragazzi-del-sud.html
26 Settembre, 2009 alle 10:08 am |
Diciamo che non concordo sulle prime 3 righe e quindi non intervengo.
Le riscriverei cosi:
Cordoglio per voi, che per questa sedicente missione “Enduring Freedom” siete stati mandati in guerra.
Rispetto perché siete coloro che con il loro lavoro garantiscono la sicurezza nazionale, talvolta strumentalizzata in azioni di dubbia natura.
Silenzio, il rispetto necessario ma non sufficiente: vorrei impedire che altri come voi muoiano senza che io riesca a capirne il perché.