La notizia arrivò in un torrido pomeriggio di giugno. Da Padova in Calabria, forse circumnavigando la sua terra: la Sardegna. Casa mia era un mezzo cantiere. Si riverniciavano le inferriate dei balconi. Dagli schizzi di pittura alle lacrime il passo fu breve. Non mi portarono ai funerali oceanici di Roma. Mi lasciarono da solo con la nonna a chiedermi, a 6 anni, perché tuo padre e tua mamma piangono insieme per “uno della televisione”. Manco fosse un parente. Nell’Italia di Noemi oggi, a distanza di 25 anni, ho capito perché. Quanto ci manchi, Enrico.
Tag: Berlinguer, funerali, MCR
11 Giugno, 2009 alle 2:27 pm |
Le folle oceaniche accompagnano, in vita ed in morte, la storia o di grandi criminali o di grandi uomini.
Una mero calcolo ad excludendum mi dice che EB non apparteneva alla prima categoria. E dimostra che anche idee sbagliate possono sublimarsi, in bene, nell’agire di grandi uomini. Ciao, compagno Enrico…
11 Giugno, 2009 alle 3:32 pm |
su Enrico Berlinguer non ci sono dubbi. credeva davvero in quel che faceva. potevano essere piu’ o meno condivisibili, ma una persona che lotta e si batte senza compromessi per i propri ideali non sbaglia mai!
e’ cresciuto nella sassari bene, in un ambiente culturalmente stimolante. lo dimostra il fatto che il nonno e’ stato tra i fondatori de “La Nuova Sardegna” (e fu amico di Garibaldi e di Mazzini), era cugino di Francesco Cossiga e parente di Antonio Segni (due capi di stato).
figlio di avvocato, poteva starsene benissimo nella sua sassari a far la bella vita… invece no. ha fatto una scelta diversa, abbracciando le ideologie comuniste e applicandole alla realta’ italiana, molto complessa e diversa rispetto al resto d’europa.
ha sempre cercato il dialogo, la democrazia, arrivando ad appellare come “fascisti” quelli di autonomia operaia.
l’11 giugno 1984 si e’ messo il punto sulla storia del comunismo in italia, storia in cui Berlinguer con la sua passione, il suo sacrificio, la preparazione politica e la sua “questione morale” ne e’ stato il protagonista indiscusso.
Grande Uomo che Montanelli defini’ “un Mozart della rivolta sociale”.
Per chi e’ stato a la pelosa almeno una volta in vita sua avra’ notato un’isoletta tra la spiaggia e l’isole dell’Asinara. Bene quell’isola apparteneva alla famiglia Berlinguer che ha ceduto a titolo gratuito allo stato alla condizione che fosse conservata allo stato naturale. Non aggiungo altro, anzi si. Orgoglioso di essere sardo.
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