“Era la notte buia dello Stato italiano, quella del 9 maggio 1978…”. In pieno centro a Roma, a due passi da via della Botteghe Oscure e a tre passi da Piazza del Gesù, veniva ritrovato il corpo senza vita di Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse dopo un sequestro di un paio di mesi. Un attacco allo Stato che ha cancellato, per la dura legge della notiziabilità, un altro evento, un altro omicidio ancora più efferato, avvenuto quella stessa notte in aperta campagna, lungo la ferrovia che congiunge Palermo e Trapani.
30 anni fa moriva a 30 anni Peppino Impastato, legato ai binari e fatto saltare in aria con il tritolo. Figlio di un mafioso, aveva scelto la militanza politica e una vita al fianco dei braccianti, degli operai edili, dei contadini della sua terra. Dalla sua radio libera, Radio Aut, denunciava i traffici sporchi dei boss locali con trasmissioni satiriche molto corrosive. Nei giorni del suo assassinio era candidato al Consiglio Comunale di Cinisi nelle liste di DP. I cittadini lo votarono lo stesso e lo fecero eleggere simbolicamente. Lo Stato cercò di chiudere subito il caso, bollandolo prima come un attentatore, poi come un suicida.
Dopo oltre 20 anni e mille battaglie giudiziarie, portate avanti dalla mamma e dal fratello di Peppino, la verità è venuta a galla. Le condanne dei due capimafia mandanti dell’omicidio, Don Tano Badalamenti e Vito Palazzolo, sono un parziale risarcimento da parte delle Istituzioni che avevano tentato per anni di nascondere la polvere sotto il tappeto. A Peppino Marco Tullio Giordana ha dedicato “I Cento Passi”. A Peppino dedichiamo questo piccolo ricordo.
11 Maggio, 2008 alle 8:57 pm |
io i morsi della rabbia e le lacrime di questi lutti continuo a sentirli.. e fino a poco tempo fa pensavo fosse importante. comincio a non pensarlo più. a cosa è servito? stiamo invecchiando sull’immagine sbiadita di un ingenuo pugno alzato, con governi di destra, le ronde alle porte e un paese in implosione. preoccupandoci quasi solo di pagare l’affitto e pensando già alla pensione che non avremo. e non riusciamo neanche ad essere satirici e corrosivi. dove abbiamo sbagliato?
12 Maggio, 2008 alle 10:55 am |
l’errore è a monte, aver creduto che quei pugni alzati e quelle rivoluzioni fossero una soluzione finale, quando invece erano l’inizio della fine. e la prova è che ancora oggi viviamo di prosciutto (sugli occhi) e melone (nelle orecchie) senza potercelo permettere, e dunque ciò che riusciamo a vedere è soltanto l’antico horror dexterae e le odierne inutili ronde…
esattamente il contrario di ciò che Impastato voleva fare: non una rivoluzione politica, ma una battaglia di civiltà, un pensiero valanga che dalla montagna della comunicazione (libera davvero) arrivasse a valle fino al tesoro di don Tano. Ricoprendolo. Con buona pace delle istituzioni di allora, ma, ragionando pro futuro, anche di certi pennivendoli contemporanei.
Chi ha visto i cento passi non può più guardare la realtà con gli stessi occhi di prima. E sono gli occhi di fuoco di Felicia, madre coraggiosa di un figlio ammazzato.
12 Maggio, 2008 alle 4:45 pm |
Ciao, mi chiamo Rudy e seguo un progetto che si chiama Blogolandia (http://blogolandia.it). Ho letto il tuo blog e lo trovo interessante così ho pensato di contattarti. Vorrei farti una proposta riguardo un urban blog; se ne hai voglia scrivimi a questo indirizzo: rudy.bandiera[at]blogolandia.it
Grazie.
Chiedo scusa a tutti per essere off topic e se mi sono intromesso nei commenti, ma non ho trovato nessun indirizzo eMail.
15 Maggio, 2008 alle 9:02 am |
lo stato è un meccanismo di potere. in quanto tale vive in simbiosi con le organizzazioni economiche che generano potere (specie se sommerso) e coltiva alacremente i finti “nemici dello stato” che lo giustificano al contrario come nemesi (li chiama “terroristi”, ma a volte per capricci del momento possono diventare anche “mafiosi”). difficile capire dove sta davvero la regia. forse alla fine della fiera è davvero sto benedetto “mercato”, inteso in senso lato e immoralmente superiore. sta di fatto che di mafia, di camorra e quant’altro si continua a morire. che i governi di destra e di sinistra sempre governi sono. che non esiste memoria perchè non è utile. o si cancella, o si sclerotizza in retorica di stato che è anche peggio. si tenta di gettare pallido panico con “nuovo terrorismo” o si cerca la “punizione esemplare” (vedi genova). sopra la croce la testa ciondola, sotto la croce lo stato gongola. ai sudditi resta il plebiscito. e così è stato, mi pare.
19 Maggio, 2008 alle 8:39 am |
attendiamo cmq “il divo”…
ps. per il Baricco di questacasa sono 800euro a pezzo.
23 Maggio, 2008 alle 12:04 pm |
ed a proposito di anniversari, OGGI…..